Pedalando fra laghi e monti (n. 64)
Mantova, Peschiera, Malcesine, Riva del Garda, Spiazzo, Madonna di Campiglio, Ponte di legno, Lovere, Brescia, Lonato, Mantova
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Racconto
Dopo la colazione in albergo siamo un po' combattuti. Per questa tappa Francesco aveva proposto una variante che, dopo Riva del Garda, prevedeva di fare la salita del Ponale fino al lago di Ledro. Tuttavia il percorso avrebbe aggiunto oltre 20 km e un notevole dislivello e non tutti se la sentono di affrontarlo. A malincuore decidiamo quindi di rinunciare alla variante.
Partiamo fiancheggiando il lago con vento forte e lago mosso.
Facciamo un giro al centro di Malcesine, molto carina, salendo fino al castello (chiuso) dal quale si gode un bel panorama sul lago.
Proseguiamo pedalando anche su strada e superando alcune gallerie.
Arriviamo a Riva del Garda in una piacevole mattinata ventosa. Il lago è pieno di surfisti che approfittano del forte vento. Verso le 11 il vento inizia a calare e raggiungiamo l'inizio della strada del Ponale.
A questo punto non resisto e propongo al gruppo di dividerci. Chi se la sente affronta la salita del Ponale, mentre gli altri, utilizzando Google Maps in modalità bicicletta, raggiungono direttamente il paese di Spiazzo. Così facciamo.
Iniziamo la salita lungo la celebre strada del Ponale, una strada bianca chiusa al traffico motorizzato. La salita è impegnativa, ma estremamente piacevole grazie agli splendidi scorci panoramici sul Lago di Garda. Terminato il tratto sterrato, percorriamo un breve tratto di asfalto e poi, seguendo le indicazioni, continuiamo a salire su strade bianche e, a tratti, su sentieri.
Raggiungiamo così il Lago di Ledro, uno splendido lago di montagna dalle acque limpidissime. Lo costeggiamo lungo la riva sinistra, dove corre una bellissima pista ciclabile, e nei pressi di una spiaggia ci concediamo un bagno. Sarà senza dubbio il più bello di tutto il viaggio.
Durante la pausa pranzo chi ha l'e-bike approfitta della sosta per ricaricare la batteria in un bar. La tappa di oggi supera infatti i 100 km con circa 1.700 metri di dislivello e una sola carica non sarebbe sufficiente.
Verso le 15 ripartiamo seguendo quasi sempre una pista ciclabile. Siamo in Trentino, ma per la qualità delle infrastrutture sembra di pedalare in Austria o in Germania. La ciclabile è perfettamente segnalata e il percorso è molto piacevole. Corre quasi sempre parallela alla strada statale, ma con un tracciato indipendente caratterizzato da continui saliscendi.
Poco prima della fine della tappa, affrontando una salita impegnativa sotto un sole cocente, la bici di Lorella manifesta un grave problema: il motore inizia a emettere uno strano rumore. Riusciamo comunque a concludere la tappa, ma il giorno successivo il meccanico conferma di non poter effettuare la riparazione. Lorella è quindi costretta a interrompere il viaggio in bicicletta e a proseguire utilizzando i mezzi pubblici, mentre la sua bici verrà rispedita a casa tramite corriere.
A causa di questo imprevisto arriviamo in hotel soltanto verso le 20. Dopo una veloce doccia ci aspetta una meritata cena. La giornata si conclude con una breve passeggiata in paese, prima di andare finalmente a dormire.