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Il Cammino della Tuscia (n. 80)


Orte (scalo), Vasanello, Soriano nel Cimino, San Martino al Cimino, La Botte, Barbarano Romano, Civitella Cesi, Monte Romano.Tarquinia


Località
Alto Lazio

Regione
Lazio


Lunghezza:
km 115

Dislivello (salita):
m: 3100

- h 35:0
giorni: 5

difficoltà

medio

Data
01-06-2026

tipologia


Orte scalo


Tarquinia

vedi foto

Descrizione

Programma preventivo del viaggio (contiene anche le strutture in cui abbiamo dormito e mangiato)

Premessa
Scopriamo per caso su Internet il Cammino della Tuscia. Percorre l’alto Lazio dal Tevere al mare (vicinanze); in particolare va da Orte (scalo) a Tarquinia. Viene proposto per 8 tappe ma compattandone alcune riusciamo a farlo in 5 giorni con una percorrenza media giornaliera di circa 23km. Il Cammino è ben segnalato dal CAI (Cammino 103) ma è utile avere le tracce GPS, scaricabili dal sito, per quei pochi momenti di incertezza. Per i pernottamenti mi sono rivolto alle strutture recettive proposte dal sito. Solo a Monte Romano, non trovando da dormire, mi sono rivolto alla Pro Loco e l’ex presidente ci ha nesso a disposizione una camera da letto con 3 posti con la formula del donativo. Il cammino è molto bello e vario ma bisogna essere ben equipaggiati; in quasi tutte le tappe dalla partenza all’arrivo non si incontra nulla; bisogna avere il mangiare e, soprattutto, da bere; abbiamo incontrato giornate di fine maggio molto calde (sopra 30°) e in qualche tratto abbiamo sofferto la sete.
 


Primo giorno mercoledì 27 maggio 2026
Da Orte (scalo) a Soriano nel Cimino
(unite due tappe) km 23 (+1,2 per raggiungere il posto per dormire)

 

Visti i problemi tecnici della ferrovia Ancona Roma (continui lavori…), raggiungiamo Orte scalo in auto e la parcheggiamo nel maxi-parcheggio della stazione ferroviaria (si può lasciare con 10 euro per una settimana). Passiamo al Bar Dali per una colazione e il ritiro delle credenziali (€ 5 ciascuna). Iniziamo il cammino verso le 9.30 affrontando una bella salita; fa già molto caldo; verso le 12 siamo a Vasanello dove compriamo da mangiare in un supermercato e lo andiamo a consumare nel bel parco cittadino; molto ombreggiato e con bei tavoli per sedersi. Un po’ di relax e, preso il caffè al bar, ripartiamo alla volta di Soriano. Fortunatamente alcuni tratti sono ombreggiati; dopo le 17 raggiungiamo Soriano con una bella salita e ci fermiamo subito al bar per una bevuta-aperitivo; poi facciamo un giretto in centro ma purtroppo il castello è chiuso; avremmo dovuto prenotare una visita…
Andiamo infine al convento delle suore, dove avevo prenotato cena e pernottamento; questo dista 1,2 km dal paese, tutti in salita; ma il posto è bello e accogliente!

 

 

Secondo giorno giovedì 28 maggio 2026
Da Soriano nel Cimino a San Martino al Cimino
km 21 (+1,2 per raggiungere il punto di partenza)

 

Facciamo la colazione in convento alle 7:45; una colazione modesta, tutta con alimenti commerciali e confezionati (merendine, fette biscottate…); verso le 8:30 partiamo e scendiamo in paese; qui andiamo in un negozietto alimentare per comprare dei panini (non si sa mai…).
Iniziamo il cammino salendo a lungo fino alla cima del monte Cimino; il percorso è molto bello anche perché si svolge prevalentemente in un bel bosco di faggi; è fresco e rilassante; raggiungiamo la torre e poi proseguiamo iniziando a scendere; la temperatura sale; sono quasi le 13 e vorremmo trovare un posto per mangiare e riposarci; ma si cammina lungo una strada bianca fiancheggiata da proprietà recintate; ma ad un certo punto passiamo avanti ad una cancello aperto; si tratta di un resort UnderDome Glamping; ci affacciamo e notiamo un bellissimo parco ben curato con dei tavoli posti sotto ombreggianti; ci sono persone che lavorano e chiediamo il permesso di sederci in un tavolo; ci viene accordato e ci viene permesso anche di fare rifornimento di acqua con un tubo con il quale innaffiavano. Ne approfittiamo anche per stenderci qualche minuto nel bel prato e, riposati, riprendiamo il cammino.
Superata la strada provinciale si sale e poi il camino diventa piacevole in quanto si cammina spesso in un bosco. Ad un certo punto si lascia il cammino per fare una deviazione sulla destra per San Martino; il sentiero fa una bella salita; si attraversa la strada e con un tratto di sentiero prevalentemente in discesa si raggiunge San Martino al Cimino; superata la porta di ingresso si arriva subito al duomo, una struttura decisamente imponente e bella! Nella storia il paese si è sviluppato attorno al Duomo e all’abbazia adiacente. Il nostro b&b è proprio nella piazza Duomo; relax pomeridiano con spritz e cena con una buonissima pizza.

 

Terzo giorno venerdì 29 maggio 2026
Da San Martino al Cimino a Barbarano Romano
(unite due tappe) km 22

 

Consumiamo un’ottima colazione ricca di dolci casarecci (altro che le suore!) e verso le 8:30 partiamo. Per ritornare al 103 anziché rifare il sentiero dell’andata scegliamo di passare sulla strada ma ci pentiamo! È stretta, trafficata e tutti corrono!
Riprendiamo il 103; si sale un po’ e si cammina per un bel tratto in un bellissimo bosco di faggi! Veramente piacevole; facciamo una sosta all’eremo di San Girolamo, ricavato in una grotta ed è molto suggestivo. Verso le 12 scendiamo a La Botte, una località bruttina lungo la Cassia; ma troviamo un negozio dove comprare panini che poi consumeremo all’uscita del paese vicino al campo sportivo.
Ripreso il cammino verso le 15 entriamo nella necropoli San Giuliano (parco di Marturanum) dove c’è anche un piccolo bar (La Casina di Caiolo aperto nel fine settimana). L’area della necropoli è molto grande e, pur con la mappa presa al bar, inizialmente ci orientiamo con difficoltà; ma poi capiamo e ci piacerà molto: ricca di grotte-tombe; bellissima la tomba del Cervo; passiamo oltre un’ora nella necropoli (e merita la visita); le previsioni meteo mettevano pioggia dalle 16 ma, fortunatamente, questa ritarderà di un’ora e mezza, giusto il tempo per raggiungere Barbarano Romano (bellissimo e suggestivo l’ultimo km!!!). Sistemati nell’albergo diffuso, prima di cena andiamo a visitare il museo naturalistico del Parco Marturanum (gratuito, gestito da volontari).

 

Quarto giorno sabato 30 maggio 2026
Da Barbarano Romano a Monte Romano
(unite due tappe) km 26

 

Dopo la pioggia del giorno prima il cielo è azzurro e l’aria rinfrescata. Si sta molto bene e Barbarano è un paese molto bello e ben tenuto e ci affacciamo al belvedere in fondo al paese.
Questa sarà la giornata più impegnativa; non tanto per i 26 km quanto per la sofferenza della sete.
Nel dubbio di non trovare negozi a Cesi, in quanto Google non ne riporta, compriamo i panini a Barbarano. In realtà a Cesi troviamo un piccolo bar e un piccolo alimentari; anche una fonte per prendere acqua. Ripartiamo sereni per affrontare i 18,6 km restanti; facciamo una breve visita a San Giovenale dove ci sono i resti di una città etrusca; proseguiamo; fa molto caldo e il sentiero cammina in basso percorrendo lunghi tratti della vecchia ferrovia tutti esposti al sole. Ci fermiamo a mangiare su un campo con erba tagliata all’ombra di qualche albero e ripartiamo. L’acqua comincia a scarseggiare; ad un certo punto il sentiero devia a destra e un signore incontrato per caso che seguiva un gruppo a cavallo ci dice che sulla sinistra, a circa 700/800 m c’è una fonte; valutiamo che il percorso è già molto lungo e non ce la sentiamo di aggiungere un km e mezzo! Errore grandissimo! Le ultime due/tre ore le nostre scorte di acqua sono quasi esaurite e resta poca acqua calda. Arriviamo a Monte Romano verso le 17 completamente disidratati! Prima alla fonte in piazza poi al bar ci beviamo enormi quantità d’acqua per la forte sofferenza e ci prendiamo un gelato al bar. Poi riposo, anche perché Monte Romano non ci sembra bella.

 

Quinto giorno domenica 31 maggio 2026
Da Monte Romano a Tarquinia
km 19,5 (+ 3 per visitare un’area etrusca)

 

Visto il caldo clima e che poi dovremmo prendere il treno a Tarquinia propongo di fare colazione al bar alle 6:45 e poi partire per arrivare a Tarquinia per le 12. Idea accolta da gruppo e gradita in quanto la giornata si prospetta molto calda; alle 7 si cammina bene. Procediamo abbastanza velocemente anche perché il cammino è tendenzialmente a scendere. A 5 km da Tarquinia un cartello indica una deviazione per visitare un’area archeologica etrusca dove è presente anche la famosa Ara della Regina; quindi lasciamo il cammino della traccia GPS per raggiungere in 2 km l’area. Visitata, invece di tornare indietro decidiamo di proseguire in quanto la mappa dell’applicazione Mapy.cz (consigliatissima!) mi dice che il vero Cammino della Tuscia è quello che passa per l’area archeologica; quindi proseguiamo; grande spavento per l’avventarsi verso di noi di 5 cani da gregge; rimaniamo vicini e immobili e poi sentiamo l’urlo del pastore che li richiama. Superata la casa, o meglio la baracca dove vive il pastore il percorso devia sulla sinistra; è anche presente una tabella CAI ma, in realtà, la traccia a terra non si vede per la presenza di erba alta e tanti Cardi (verdura che punge!); impavidi affrontiamo la macchia sempre attenti al GPS; più avanti troviamo un cartello e qualche segnavia e un tratto che si percorre abbastanza bene; ma ad un certo punto, dopo una curva a destra che scende, scompare tutto: solo un campo con erba alta oltre 1 metro! Che fare? Tornare indietro? …no; ci mettiamo i pantaloni lunghi ed entriamo nel campo cercando di seguire unicamente il gps nello smartphone; il segnale telefonico e di internet è assente ma fortunatamente avevo scaricato localmente le mappe di Mapy; e così percorriamo un lungo tratto in questo modo, senza vedere dove mettevamo i piedi; alla fine sbuchiamo un campo e nella strada adiacente troviamo la tabella del cammino! Ce l’abbiamo fatta! Malgrado tutto verso le 12 entriamo nella bellissima Tarquinia. Timbrate le credenziali e ritirato l’attestato mangiamo qualcosa e alle 14.10 prendiamo il pullman che ci porta in stazione e da lì, dopo pochi minuti il treno.

 

Siamo rilassati; è fatta…o almeno sembra; arrivati a Roma termini dobbiamo prendere la coincidenza per Orte; ci sono 10 minuti e il nostro treno è puntuale; ma arriva al binario 27 e la coincidenza parte dal 2 est; chi conosce l’immensa stazione di Roma Termini sa che il binario 2 est è lontanissimo dagli altri; percorreremo oltre 1 km, prima con passo veloce poi iniziando a correre quando l’altoparlante avvisa della partenza del nostro treno; corriamo maledicendo Trenitalia! Arriviamo al treno esattamente all’ora prevista della partenza, partenza che in realtà avverrà dopo 18 minuti per problemi tecnici: ma vaff…!